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ETS2 (European Emission Trading System 2): la nuova frontiera del prezzo del carbonio per l’edilizia e il settore trasporti

ETS2 (European Emission Trading System 2): la nuova frontiera del prezzo del carbonio per l’edilizia e il settore trasporti
CO2, Consulenza
27 Gennaio 2026

Tempo di lettura:6minuti

Index:

L’introduzione dell’ Emission Trading System 2 (ETS2) rappresenta una delle pietre angolari del pacchetto normativo europeo “Fit for 55“, con l’obiettivo ambizioso di ridurre le emissioni nette di gas serra dell’Unione Europea di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

A differenza dell’ETS originario (spesso chiamato ETS1), che da anni disciplina le emissioni delle industrie pesanti, della produzione di energia e dell’aviazione intra-europea, l’ETS2 è specificamente progettato per estendere il meccanismo di prezzo al carbonio a due settori chiave finora esclusi: il trasporto stradale e gli edifici.

Questa estensione segna un cambiamento epocale. Questi settori, caratterizzati da una forte frammentazione e da una dipendenza quasi totale dai combustibili fossili, sono responsabili di una parte significativa delle emissioni totali dell’UE. L’ETS2 è lo strumento scelto dall’Unione Europea per internalizzare i costi ambientali, fornendo un chiaro incentivo economico alla transizione verso fonti energetiche più pulite e all’efficientamento energetico.

Tempistiche e obiettivi chiave dell’ETS2

Il nuovo sistema ETS2 entrerà in vigore ufficialmente il 1° gennaio 2027. Tuttavia, è prevista un’importante clausola di salvaguardia per proteggere i consumatori da shock energetici:

  • Clausola di Salvaguardia (2027): se i prezzi medi del gas naturale o del petrolio dovessero essere eccezionalmente elevati prima dell’entrata in vigore, l’avvio del sistema sarà posticipato al 1° gennaio 2028.
  • Riduzione delle quote (dal 2028): il meccanismo entrerà nel vivo dal 2028 con la prima riduzione significativa del tetto massimo di emissioni (cap), il quale diminuirà progressivamente anno dopo anno.

L’obiettivo è raggiungere una riduzione delle emissioni nei settori coperti dall’ETS2 del 42% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005.

Chi è coinvolto nell’ETS2?

È fondamentale notare che l’ETS2 non impone obblighi diretti ai singoli cittadini, automobilisti o proprietari di immobili. Il sistema opera in una fase “a monte” della catena di approvvigionamento.

I soggetti obbligati a partecipare all’ETS2 sono le entità regolamentate (Regulated Entities), ovvero i principali distributori di combustibili fossili che immettono i prodotti sul mercato per il consumo nei settori coperti:

  • I distributori di combustibili per il riscaldamento (come gasolio, GPL, metano, carbone e altri combustibili fossili utilizzati negli edifici).
  • I distributori di carburanti per il trasporto stradale (benzina, diesel, GPL, metano).

Questi distributori dovranno acquistare e consegnare quote di emissione per ogni tonnellata di CO2 generata dai combustibili che immettono sul mercato. Saranno quindi loro a trasmettere il costo delle quote ai consumatori finali tramite l’aumento del prezzo di vendita.

Impatto dell’ETS2 sul settore edilizio e trasporti

L’introduzione del prezzo al carbonio ha conseguenze dirette sui costi operativi e sulle decisioni di investimento sia per le famiglie che per le aziende.

Settore edilizio: costi di riscaldamento e incentivo all’efficientamento

Il settore edilizio, responsabile di circa il 36% delle emissioni totali di CO2 in Europa, è un focus primario. L’obbligo di acquisto delle quote si tradurrà in un aumento del costo delle fonti di riscaldamento fossili. Questo crea un potente incentivo economico per:

  • Isolare e ristrutturare gli edifici: per ridurre la domanda di energia complessiva.
  • Passare a pompe di calore e fonti rinnovabili: sostituire le vecchie caldaie a combustibili fossili con sistemi alimentati da elettricità o fonti rinnovabili (pompe di calore, solare termico, teleriscaldamento efficiente) diventa economicamente più vantaggioso.

Settore trasporti: prezzi dei carburanti ed E-mobility

L’ETS2 mira a guidare la decarbonizzazione del trasporto su strada. L’obbligo di acquisto delle quote si ripercuote sui prezzi alla pompa di benzina e diesel, con un aumento che agisce come un disincentivo all’uso di veicoli a combustione interna inefficienti. L’aumento del costo dei carburanti fossili rende alternative a zero emissioni, come i veicoli elettrici (EV), più competitive dal punto di vista economico.

Il Fondo Sociale per il clima: un meccanismo di compensazione

Il legislatore europeo ha riconosciuto il rischio che l’ETS2 possa pesare in modo sproporzionato sulle famiglie e sulle microimprese a basso reddito, alimentando la cosiddetta “povertà energetica”. Per mitigare questo impatto sociale, è stato istituito il Fondo Sociale per il Clima (Social Climate Fund – SCF).

  • Scopo: finanziare misure ed investimenti volti a contrastare la povertà energetica e dà mobilità.
  • Fonte di finanziamento: circa il 25% delle entrate generate dalla vendita delle quote ETS2 da parte degli Stati Membri verrà convogliato nel Fondo.
  • Utilizzo: i fondi saranno utilizzati degli Stati Membri (in Italia attraverso un Piano Nazionale) per sostegno diretto al reddito ed investimenti nell’efficientamento energetico (es. isolamento, acquisto di veicoli a zero emissioni).

L’SCF è il meccanismo chiave per garantire che la transizione energetica, pur spinta dal prezzo del carbonio, sia giusta ed equa.

ETS2 vs. ETS1: esploriamo le differenze chiave

È fondamentale non confondere i due sistemi, poiché coprono settori e soggetti obbligati distinti.

CaratteristicaETS1 (originale)ETS2 (nuovo)

Settori coperti
Industria pesante, centrali elettriche, aviazione intra-UE.Edilizia (riscaldamento/raffreddamento) e Trasporto Stradale.


Soggetti obbligati
I produttori (operatori degli impianti) e i vettori aerei.I distributori di combustibili fossili (a monte della catena).


Obiettivo principale
Decarbonizzazione dell’industria e del settore energetico.Decarbonizzazione degli edifici e dei trasporti civili.

Data di avvio
2005 (in fasi successive).1° gennaio 2027 (o 2028).

ETS2: strategie per aziende e cittadini

Per gli operatori economici e i cittadini, l’ETS2 non è solo un costo, ma un segnale di mercato forte che richiede una pianificazione strategica per cogliere le opportunità di investimento e mitigare i rischi:

  • Per i cittadini: dare priorità agli investimenti in isolamento termico e alla sostituzione delle caldaie inefficienti, sfruttando gli incentivi nazionali.
  • Per le aziende distributrici: integrare il costo delle quote CO2 nei modelli di pricing e valutare l’offerta di combustibili alternativi a basse emissioni.
  • Per le aziende di logistica: accelerare l’adozione di veicoli a zero emissioni, ottimizzare i percorsi per ridurre i consumi e considerare l’uso di biocarburanti avanzati che non rientrano nell’ambito dell’ETS2 (se certificati).

Come prepararsi all’impatto dell’ETS2

L’ETS2 è una mossa politica e ambientale audace che consolida la leadership europea nella lotta al cambiamento climatico. Il sistema garantirà che tutti i principali settori dell’economia europea, anche quelli storicamente più difficili da decarbonizzare, contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi 2030.

L’imminente entrata in vigore del sistema (2027/2028) rende la pianificazione strategica una priorità non più rimandabile per tutti i soggetti coinvolti, dai distributori di combustibili alle grandi aziende di logistica e immobiliare. Comprendere i meccanismi di pricing del carbonio e i flussi di finanziamento del Fondo Sociale per il Clima è essenziale per trasformare i potenziali costi in vantaggi competitivi.


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La complessità del passaggio all’ETS2 richiede una profonda comprensione della normativa europea, dei mercati delle quote di carbonio e delle strategie d’efficientamento specifiche per i settori dell’edilizia e dei trasporti.

Prometheus offre consulenza specializzata per:

  • Valutazione d’impatto: stimare l’impatto finanziario dell’ETS2 sulla tua azienda (distribuzione, logistica, real estate).
  • Strategie di mitigazione: sviluppo di piani di transizione per ridurre l’esposizione al prezzo del carbonio (es. efficientamento energetico degli asset immobiliari o transizione della flotta).
  • Accesso ai fondi: supporto nell’identificazione delle opportunità di finanziamento legate al Fondo Sociale per il Clima e ad altri incentivi green.

Non aspettare l’aumento dei costi operativi. Anticipa il futuro del carbon pricing.

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