
CBAM: La fase transitoria è iniziata

Index:
Come prepararsi agli obblighi del CBAM
L’8 settembre 2023 ha segnato l’avvio della fase transitoria del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), uno strumento cardine della strategia climatica dell’Unione Europea. Questo meccanismo, attivo fino al 31 dicembre 2025, ha come obiettivo la riduzione delle emissioni di carbonio legate alle importazioni ed incoraggiare le aziende estere ad adeguarsi agli standard ambientali UE.
Questo articolo ti aiuterà a comprendere:
- Cos’è il CBAM e perché è stato introdotto
- Quali obblighi devono rispettare le aziende
- Come prepararsi per evitare sanzioni
Cos’è il CBAM?
Il CBAM (Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere) è una misura dell’Unione Europea progettata per contrastare il fenomeno della fuga di carbonio, ossia la delocalizzazione della produzione in paesi con normative ambientali meno restrittive.
Perché il CBAM è stato introdotto?
- Riduzione delle emissioni globali: le aziende che esportano nell’UE devono monitorare e dichiarare le emissioni di carbonio incorporate nei loro prodotti.
- Incentivare tecnologie pulite nelle catene di approvvigionamento globali: il CBAM spinge le imprese extra-UE ad adottare standard più sostenibili.
- Equità competitiva: le aziende europee, già soggette a normative ambientali stringenti, saranno protette dalla concorrenza di produttori con standard più bassi.
CBAM: scadenze chiave e obblighi per le aziende UE nell’adeguamento al CBAM
La fase transitoria introduce una serie di obblighi per le aziende importatrici, che dovranno adeguarsi gradualmente prima dell’entrata in vigore completa del sistema CBAM nel 2026.
Gli obblighi principali
Monitoraggio delle emissioni:
il 68% delle PMI europee non possiede sistemi per tracciare le emissioni di carbonio lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Soluzioni:
- Implementare software di carbon accounting con integrazione ERP
- Richiedere ai fornitori report basati sul calcolo delle emissioni di prodotto, anche facendo riferimento alle norme ISO o GHG Protocol
Adeguamento dei fornitori:
assicurarsi che i partner esteri raccolgano e comunichino dati affidabili sulle emissioni legate ai loro prodotti e che rispettino gli standard ambientali richiesti dall’UE.
Serve formare figure specializzate in:
- Conoscenza del regolamento UE 2023/956
- Interfaccia con i sistemi informativi dell’Agenzia delle Dogane e della Commissione Europea
- Compilazione del registro CBAM
- Gestione audit ispettivi
Reportistica dettagliata:
dichiarazione trimestrale delle emissioni dirette e indirette incorporate nei beni importati.
Se la tua azienda importa beni soggetti al CBAM, agire ora è essenziale per evitare sanzioni e limitazioni all’importazione.
Il periodo transitorio CBAM 2023-2025
Cosa devono fare subito le aziende
Dal 1° ottobre 2023, importatori di acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, idrogeno ed elettricità devono:
- Verificare i codici doganali dei prodotti importati, e confrontarli con quelli ricadenti negli obblighi CBAM
- Inviare report dettagliati ogni 3 mesi sulle emissioni dirette e indirette incorporate nei prodotti importati
- Dichiarare eventuali costi del carbonio già pagati nel paese d’origine
- Rispettare le scadenze: i report vanno presentati entro il mese successivo alla chiusura del trimestre
- Registrarsi al Portale CBAM TAXUD
Il registro digitale della Commissione Europea permette di:
- Inserire e validare i dati sulle emissioni
- Comunicare con le autorità doganali nazionali
- Ricevere aggiornamenti normativi in tempo reale
Settori coinvolti nel CBAM e tempistiche per il 2026
Mentre la fase transitoria serve a testare il sistema senza sanzioni pecuniarie, dal 1° gennaio 2026 scatteranno:
- Applicazione progressiva dei dazi CBAM su 7 categorie merceologiche
- Verifiche incrociate tra dati dichiarati e certificati di origine
- Sanzioni fino al 50% del valore delle merci per dichiarazioni incomplete
I settori più esposti includono:
- Metalli: ferro, acciaio, alluminio (32% delle emissioni industriali UE)
- Materiali edili: cemento (15% delle importazioni extra-UE)
- Energia: idrogeno, elettricità
- Industria chimica: fertilizzanti
Normativa di riferimento: Regolamento UE 2023/956 e Implementing Act 2023/1773.
Perché è importante adeguarsi alla fase transitoria?
La fase transitoria serve per testare il sistema e preparare le aziende prima dell’introduzione dei dazi.
Chi inizia a raccogliere dati sin da ora avrà un vantaggio competitivo nel 2026.
Benefici di un’azione immediata:
- Anticipare obblighi futuri ed evitare sanzioni
- Implementare un solido sistema di raccolta dati provenienti dai fornitori extra UE
- Dimostrare trasparenza e impegno nella sostenibilità
- Posizionarsi come azienda leader nella transizione verde
Prepararsi oggi per guidare il mercato di domani
Le aziende che iniziano ora il percorso di compliance CBAM possono:
- Accedere a finanziamenti del Fondo Innovazione UE
- Ridurre costi del 30-70% sui futuri dazi verdi
- Evitare limitazioni nell’importazione di beni di origine Extra UE
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